Elisabetta 的个人资料Xelisabetta照片日志列表更多 ![]() | 帮助 |
|
8月9日 “Carino questo posto, vero?…
…che dici, prendiamo l’antipasto o un primo?”. Io guardo il menu e penso. Io penso. Penso al fatto che è passato un anno, quasi un anno esatto, giorno più, giorno meno. Stesso locale, stesse candele, stessi cuscini bianchi, stesso mare che canta in sottofondo. Sorrido tra me e me perché la sorte a volte è veramente beffarda e bastarda. Perché ora davanti a me ho due occhi diversi che mi guardano, due mani diverse che reggono il menù. Una voce diversa che mi parla. Non ero più tornata dopo quella sera. Sono di nuovo qui e tutto è uguale. Sono di nuovo qui e tutto è cambiato. Prima di tutto io sono cambiata. “Mi scusi un attimo? Torno subito”. Devo uscire, ho bisogno d’aria, non riesco a respirare. Mi capita spesso, ultimamente. Passo tra i tavoli e sento il suo sguardo sulla schiena. Ho il panico, devo respirare. Quasi mi aggrappo alla porta a vetri ed ecco la spiaggia, la mia acqua e le mie onde bianche, la luna appesa a un filo nella notte sconfinata. Penso. Io penso. Penso all’anno che è passato, che mi ha scavato, forgiato, messo in ginocchio, rafforzato. Che mi ha mutato per sempre. Quest’anno ho inseguito sogni a perdifiato, ho sbattuto, sono inciampata, caduta e rialzata. Sto ancora correndo, credo. Quest’anno ho conosciuto qualcuno che è entrato nella mia esistenza come una folata di vento che spalanca forte una finestra, e sconvolge la tue carte, il tuo ordine, le tue cose, e tu sobbalzi e ti affretti a richiuderla. Ma intanto l’aria ti accarezza e ti rinfresca e allora non vuoi più chiuderla, la finestra. Mi sono trovata a ridere, piangere, a fare cazzate contenta di farle, ad imparare, ad ascoltare, a mettermi in discussione, a volare e a schiantarmi per quello sguardo di brace. Mi ha fatto sentire vuota, allegra, timida, stupida, persa, meravigliosamente incosciente, donna. Quante parole mi sono morte tra i denti. Con stupore l’ho visto arrivare, con stupore l’ho visto allontanarsi da me piano piano. Quest’anno ho imparato a vedere il mondo attraverso un obiettivo, un pezzo di vetro che filtra il mio universo. Nulla ha più lo stesso colore, gli stessi contorni, la stessa prospettiva. Ho visto un istante morire in una macchina, per poi rivivere in una camera oscura, rinascere su un pezzo di carta. Ho sentito il sangue pulsare nelle tempie, le emozioni traboccare in un fascio di luce. Ho imparato a osservare la vita e a sentirla catturata sotto le mie dita. Ho visto sposarsi il mio migliore amico e chiudersi un'era. Ho visto New York ed assaggiato il suo sapore, le strade, la gente, i grattacieli, gli hot dog e l’odore del caffé. Ho sentito il suono di un sassofono solitario in mezzo a Time Square e a un miliardo di luci, il silenzio inquietante di Ground Zero, il freddo della pioggia bagnarmi i vestiti, il vento dell’oceano sconvolgermi i capelli, due braccia cingermi stretta di fronte a una città che si svegliava dall’alto dell’Empire, due labbra baciarmi e farmi sentire nell’ombelico del mondo. Ho cantato a squarciagola nel buio di un concerto, ho ballato con i piedi nella sabbia, mi sono incantata di fronte a un'alba fatata dopo una notte di follie, ho condiviso segreti e pensieri, ho urlato, sbattuto i pugni su un tavolo, ho trovato il coraggio di cambiare lavoro. Ho sbagliato, ho sbagliato tanto. Ho udito mio padre dirmi "Sono fiero di te". E ancora "Aiutami Lisa, non ce la faccio più". Pochi giorni dopo ho scritto il suo nome sulla calce fresca di una lapide, grigia come le mie lacrime. Ogni lettera un pugnale appuntito che squarciava la mia vita, in un silenzio irreale rotto solo dai miei singhiozzi. Ho sentito scricchiolare la mia anima, i suoi pezzi strappati via e caduti in un buco nero senza fine. Non ho imparato a sedare il mio dolore. Quello no, sta gridando ancora troppo forte. Respiro, respiro lentamente ora….è passato un anno e ho tutto questo in mano. Torno dentro e intanto penso. Io penso. Penso che sono un'altra grazie a tutto questo. Alle persone che hanno incrociato i miei giorni e i miei sguardi. Io penso. Penso che vorrei vedere il tetto aprirsi di nuovo sulla mia testa anche questa sera, come un anno fa, per vedere le stelle mischiarsi alla tovaglia. Penso che però, finalmente, sento la mia vita bruciare nelle vene. |
|
|